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m.tra Marina

sabato 12 febbraio 2011

I MACEDONI

Il Regno di Macedonia si estendeva a nord della penisola greca, su un territorio prevalentemente montuoso. di influenza di Tebe e nel 368 aveva dovuto consegnare ostaggi alla città beotica, tra i quali vi era il giovane Filippo, erede al trono.
Nel 360 il re macedone Perdicca III fu sconfitto ed ucciso in battaglia dagli Illiri ed il giovane divenne re. Salito al trono della Macedonia, Filippo II, dopo aver dato un nuovo ordinamento allo stato macedone ed aver riorganizzato l'esercito, con l'introduzione della falange macedone, rivolse il suo interesse alla politica estera. Egli si dedicò con grande cura in particolare all'addestramento dell'esercito e organizzò la falange, una schiera di fanti armati di lunghe lance, ispirandosi alle tattiche di guerra dei Tebani, osservate mentre era ostaggio.
In quel periodo Tebe era ancora la città più potente in Grecia, seppur privata dei suoi più validi comandanti. Atene era impegnata nella guerra sociale contro i ribelli della Seconda Lega Navale, mentre Sparta si era ritirata in un orgoglioso isolamento. Dopo essere entrato in urto con Atene, nel 357, per la conquista di Anfipoli, una città di cui gli Ateniesi rivendicavano il possesso, Filippo intervenne nella terza guerra sacra scoppiata nel 356 tra Tebe e i Focesi. Dopo aver sconfitto questi ultimi nel 352, Filippo era pronto ad oltrepassare le Termopili ed entrare nella Grecia vera e propria, ma trovò il passo sbarrato dagli Ateniesi e preferì ritirarsi. Presa coscienza della pericolosità di Filippo, ad Atene si formò un "partito" ostile alla Macedonia che trovò la propria guida in Demostene che a partire dal 352 si fece promotore di una politica estera più aggressiva che doveva arginare l'espansione della Macedonia. All'oratore ed ai suoi sostenitori si contrappose un "partito" filomacedone capeggiato da Eschine, il quale propugnava invece l'alleanza di Atene con Filippo.
Nel 348 Filippo eliminò una potente rivale della Macedonia radendo al suolo la città di Olinto, che fino ad allora esercitava l'egemonia sulla penisola Calcidica. Esauste per la guerra sacra, le parti in conflitto stipularono, nel 346, la Pace di Filocrate, con la quale Filippo divenne tago di Tessaglia e membro dell'Anfizionia di Delfi, acquisendo un notevole potere in Grecia.
Il potere esercitato da Filippo sulla parte settentrionale dell'Ellade destava non poche preoccupazioni in Atene, dove Demostene con le sue famose orazioni (tra cui le 4 famose Filippiche che sono diventate l'invettiva per antonomasia) metteva in guardia contro la supremazia macedone sul territorio greco.
Nel 343 Filippo sottomise anche la Tracia, alleata di Atene, mentre nel 340, durante l'assedio alle città di Perinto e Bisanzio, catturò alcune navi che trasportavano grano ad Atene. L'incidente determinò la rottura della pace e la dichiarazione di guerra. Demostene riuscì, nel 339 a creare una coalizione di poleis guidata da Atene e Tebe per porre fine all'egemonia macedone e riconquistare le terre cadute in mano a Filippo.
Nell'estate del 338 Filippo avanzò in Beozia e sconfisse l'armata greca nella battaglia di Cheronea. Tebe dovette accogliere una guarnigione macedone nella rocca Cadmea, mentre Atene, pur evitando l'occupazione militare, dovette stringere alleanza con la Macedonia e sciogliere la sua Lega Navale. L'anno seguente, il 337, nel congresso di Corinto, Filippo creò la Lega di Corinto, un'alleanza tra la Macedonia e le poleis greche, eccetto Sparta, la quale aveva lo scopo di allestire una spedizione contro la Persia, il tradizionale nemico della Grecia. Tuttavia, l'anno dopo, nel 336, prima che la spedizione partisse, Filippo fu ucciso in un attentato ed il trono passò al figlio Alessandro che aveva solo vent'anni.

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