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martedì 10 novembre 2009

LIBRO PROPOSTA PER I GENITORI


Dettagli del libro
Titolo: I miti del nostro tempo
Autore: Galimberti Umberto
Editore: Feltrinelli
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Serie bianca
ISBN: 8807171627
ISBN-13: 9788807171628
Pagine: 406
Reparto: Psicologia



In sintesi
Giovinezza e intelligenza, felicità e amore materno. E poi moda e tecnica, sicurezza e potere e ancora mercato, crescita economica, nuove tecnologie... Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perchè non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perchè molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perchè i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.


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Descrizione
Culto della giovinezza, idolatria dell'intelligenza, ossessione della crescita economica, tirannia della moda: sono alcuni dei miti di oggi che Umberto Galimberti passa in rassegna per smontarli e denunciarne la natura ingannevole, mostrando come i falsi miti siano in realtà "idee malate", non avvertite come tali, e quindi tanto più capaci di diffondere i loro effetti nefasti senza trovare la minima resistenza. Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi non logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola rassicurano. Eppure molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

libreriauniversitaria.it

lunedì 9 novembre 2009

MITI DEI SUMERI , MA NON SOLO

OGGI ABBIAMO INCONTRATO I MITI SUMERI ,STUDIANDO LA LORO RELIGIONE , CHE CI HANNO CATTURATO L'ATTENZIONE, MA UNA TRATTAZIONE ESAUSTIVA SULL'ARGOMENTO LA TROVERETE SU WIKIPEDIA AI SEGUENTI LINK :

http://it.wikipedia.org/



UN MITO GRECO DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO: SCILLA E CARIDDI


Cariddi nella mitologia greca era un mostro marino. In principio, Cariddi era una donna, figlia di Poseidone e Gea, dedita alle rapine e famosa per la sua voracità. Un giorno rubò ad Eracle i buoi di Gerione e ne mangiò alcuni. Allora Zeus la fulminò facendola cadere in mare, dove la mutò in un mostro che formava un vortice marino, capace di inghiottire le navi di passaggio. La leggenda la situa presso uno dei due lati dello stretto di Messina, di fronte all'antro del mostro Scilla. Le navi che imboccavano lo stretto erano costrette a passare vicino ad uno dei due mostri. In quel tratto di mare i vortici sono causati dall'incontro delle correnti marine, ma non sono di entità rilevanti.
Secondo il mito, gli Argonauti riuscirono a scampare al pericolo, rappresentato dai due mostri, perché guidati da Teti madre di Achille, una delle Nereidi.

BUONA LETTURA!

sabato 7 novembre 2009

CHE MITI!!!





La parola "MITO" deriva da un termine greco che significa "racconto". I miti vennero creati in tempi antichissimi, ancora prima dell'invenzione della scrittura, e venivano tramandati a voce.Il mito è un racconto fantastico che ha come scopo quello di spiegare i misteri del mondo, le sue origini, il suo senso, di definire le relazioni tra gli dei e gli uomini. Infatti, tanto tempo fa, l'umanità non aveva altri strumenti, per cercare di rispondere alle proprie domande, che l'immaginazione...
PER LEGGERE FANTASTICI MITI SULLA CREAZIONE DELL'UNIVERSO E ALTRO ,

SEGUI I LINK

http://primocircolotortoli.blogspot.com/2009/11/due-miti-sullorigine-delluniverso.html

http://stuff.forumcommunity.net/?t=12743253

http://laclassedeibalocchi.blogspot.com/2009/11/polifemo-e-il-ciclope-mito-greco.html

http://laclassedeibalocchi.blogspot.com/2009/11/la-tela-di-aracne-mito-greco.html

http://laclassedeibalocchi.blogspot.com/2009/11/enigma-della-sfinge-mito-greco.html

giovedì 9 luglio 2009

QUINTA PROPOSTA :UN RACCONTO

CARISSIMI ALUNNI E LETTORI TUTTI, SIETE INVITATI A INVIARE IL VOSTRO RACCONTO :PENSATELO,IDEATELO,PROVATE A SCRIVERLO,RILEGGETELO PER MIGLIORARLO, INFINE SCRIVETELO SU COMMENTI O INVIATELO ALL'INDIRIZZO DI POSTA DEL BLOG.

INTANTO LEGGETE IL RACCONTO DI UNA BAMBINA DI NOVE ANNI.



La matita magica.
Sara Bettoni ,l’autrice l’ha scritto in quarta elementare, a 9 anni "quando tempo e fantasia non ti mancano"

Piove, è domenica, mi annoio. Sola in casa e indecisa tra Tv e letture, finisco davanti alla scrivania. Prendo un grande foglio e – d’impulso – disegno un cavallo, un bellissimo cavallo bianco, con una folta criniera arruffata e una lunga coda. Prima tratteggio la sagoma dell’animale, poi i suoi particolari: profondi e dolci occhi azzurri, una macchiolina nera sul muso, una sella di cuoio in groppa e quattro zoccoli ferrati ai piedi.

Osservo bene il cavallo per vedere se gli manca qualcosa, ma è completo.Decido di chiamarlo Freccia. Appoggio soddisfatta la matita sulla scrivania e, appena essa tocca il piano del tavolo, il foglio si strappa in due e ne esce il cavallo appena disegnato, Freccia... Che si tratti di una matita magica? Rimango qualche minuto a bocca aperta, poi ripresami dallo stupore, mi accorgo che il quadrupede occupa quasi tutto lo spazio della mia cameretta e continua a impennarsi per poi ricadere sul pavimento, facendo vibrare tutta la casa. Penso subito a liberare il locale : lo accarezzo per calmarlo e lo spingo fuori sul terrazzo. In un attimo Freccia è oltre la ringhiera e la lucente sella di cuoio mi aspetta. Salgo a fatica e Freccia, miracolo, azzecca la strada e la meta che avevo in mente. Si dirige infatti nei boschi circostanti, verso la pineta.
Mentre cavalco, l’aria fresca e umida mi sferza la faccia e mi scompiglia i capelli : mi sembra di volare su un’ala bianca trasportata dal vento. Freccia corre velocemente tra gli alberi e salta agilmente ogni ostacolo.

Arrivata alla pineta, smonto dal cavallo e passeggio con lui mentre lo accarezzo. Mi guarda tenero e riconoscente, con i profondi occhi azzurri che gli avevo disegnato.
Penso con tristezza che non potrò tenerlo per sempre, i miei lo scoprirebbero e certo non mi crederebbero se gli dicessi la verità. Rimonto in sella e Freccia torna verso la mia abitazione. Giunti davanti al balcone gli dico di non far rumore e lui, svelto e silenzioso salta nuovamente la ringhiera e si introduce nella stanza.

E’ arrivato il momento di salutarci, sussurro con voce roca.Lui sembra capire e ricambia con un debole nitrito.
Afferro il gommino della matita magica e incomincio a cancellare Freccia, mentre una lacrima mi scorre sul viso. Il mio cavallo sparisce a poco a poco fino a svanire del tutto. Addio, addio, esclamo con un groppo in gola ! E davanti a me non resta che una pagina bianca.

giovedì 28 maggio 2009

ECCO LA QUARTA PARTE DEL NOSTRO LIBRO.

LA TERZA POETILANDIA

FINALMENTE PUBBLICATA LA QUARTA ED ULTIMA PARTE DEL NOSTRO LIBRO DELL'ANNO!
SPERIAMO VI PIACCIA, NOI SIAMO VERAMENTE CONTENTI PERCHE' CI E' COSTATA FATICA PIù CHE NELLE PRECEDENTI PARTI DEL LIBRO PUBBLICATE DURANTE L'ANNO(PER VEDERLE TUTTE CLICCARE SULL'ETICHETTA LIBRI)!
BUONA LETTURA!!!

lunedì 18 maggio 2009

ARRIVA LA TERZA PARTE DEL LIBRO DELL'ANNO

TRA POCO PUBBLICHEREMO LA QUARTA E ULTIMA PARTE DEL NOSTRO LIBRO CON FILASTROCCHE, NON-SENSE , FIABE E FAVOLE IN VERSI ...

INTANTO LEGGETE LE NOSTRE POESIE. BUON DIVERTIMENTO




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lunedì 20 aprile 2009

Letteratura della resistenza

Tra i Romanzi frutto di quel tempo storico ricordiamo :
B. FENOGLIO, Il partigiano Johnny;C. PAVESE, La casa in collina;
R. VIGANÒ, L´Agnese va a morire;E. VITTORINI, Uomini e no.
Personalmente sono affascinata da questi altri due: il primo per la contrapposizione di una speranza alle avversità della vita ; il secondo per un valore affettivo , perchè fu il primo romanzo che lessi ,dodicenne.

1)Italo Calvino- Il sentiero dei nidi di ragno.
Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato una prima volta nel 1947, è il primo dei romanzi scritti da Calvino e rappresenta la Resistenza vista dalla parte di un bambino.
Ha un tono fantastico, una mescolanza di realtà e fiaba.
E' forte la presenza della natura , muta testimone delle tragedie umane ,mentre i
personaggi descritti sono umili; c'è un solo intellettuale, il commissario di brigata Kim,
il quale comprende che nella Resistenza ci sono tante anime, che in comune hanno una motivazione fortissima: la speranza di un riscatto.

2)Carlo Cassola - La ragazza di Bube.
Mara è una ragazza di sedici anni fiduciosa nelle proprie qualità.Mara è una delle figure femminili più riuscite della nostra narrativa del Novecento. : lei era la ragazza di Bube; sarebbe stata un'inaudita vigliaccheria se lo avesse abbandonato ora che era in galera. Mara è la vera, grande protagonista del romanzo.
Anche Bube è un ragazzo, un po' timido, uno spirito ribelle con una certa propensione alla violenza, è stato partigiano .
"E' cattiva la gente che non ha provato il dolore" disse Mara. "Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno".
Pubblicato nel 1960, il romanzo è il ritratto di un'Italia che non c'è più. La storia si svolge in Toscana, fra gente umile, tra un susseguirsi di dolori, delusioni, ma anche piccole gioie, speranze, entusiasmi, coraggio.
Cassola ha uno stile semplice che lo rende particolarmente adatto come modello per l'apprendimento di un italiano pulito, sobrio ed elegante.

venerdì 10 aprile 2009

LA TERZA FAVOLANDIA_SECONDA PARTE DEL NOSTRO LIBRO





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ECCO LA SECONDA PARTE DEL NOSTRO LIBRO, RELATIVA ALLE FAVOLE,PER la VISIONE SI CONSIGLIA IL FULL SCREEN, SE VOLETE SCARICARE I TESTI o la presentazione CLICK SU MARYMG e dopo aver cliccato sulla pesentazione di interesse scorrere la pagina PREMERE ESC PER TORNARE AL BLOG. BUONA LETTURA

p.s. vedi anche la prima parte del libro

http://storiadiunlustro.blogspot.com/2009/04/la-terza-fiabilandiaprima-parte-del.html

giovedì 9 aprile 2009

STORIELLA SEMISERIA DA COLORARE DELLA CACCIA ALL'UOVO PASQUALE

-Finalmente è arrivata la Pasqua!- dicevano i bambini mentre si guardavano in giro studiando il modo di vincere la EGG HUNT.
-Io vorrei avere un albero di uova .-sognava la piccola Sara.




Mentre i bambini si organizzavano per il gioco, l'angelo Pasqualino li stava ad osservare e decise di intervenire .



-Ciao bambini, - disse- sapete che EASTER BUNNY ha lavorato tutta la notte per nascondere le uova? Ne aveva talmente tanti da sistemare che ha chiesto aiuto all'amica Bonnie e a suo cugino LITTLE RABBIT ! Quindi cominciate pure la vostra caccia e che vinca il migliore!
Sapete però che ha detto alla chioccia che aveva appena fatto il suo uovo giornaliero?
-Che uovo piccolo! I miei sono grandi e colorati ,oltre ad essere preparati con buonissimo cioccolato , hanno anche la sorpresa e i bambini preferiranno i miei!-





Sicuramente il coniglietto conosce bene i bambini ,infatti Pasquale appena individua un albero pieno di uova studia il metodo per recuperarli e si arma di arco e frecce!




Un metodo sicuro e non pericoloso : non come quello scelto da altri bambini che rischiano di farsi male sporgendosi sui rami dell'albero ,sul quale si sono arrampicati dopo essere saliti uno sulle spalle dell'altro!



-Capisco che siate impazienti di farvi una scorpacciata di uova , ma attenti a non esagerare, che il mal di denti potrebbe essere una delle conseguenze spiacevoli, oltre al mal di pancia!-




-Se poi ancora avete voglia di uova perchè non ritagliate e ricomponete queste?-propose l'angelo

-E ora non mi resta che salutarvi e augurarvi a tutti una serena Pasqua!Ciao bambini!




disegni di 123coloring.com testo di marina m.

martedì 7 aprile 2009

LA TERZA FIABILANDIA_PRIMA PARTE DEL NOSTRO LIBRO


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SI CONSIGLIA LA VISIONE A TUTTO SCHERMO PER UN'AGEVOLE LETTURA

(click sul rettangolino in basso a destra del video, FULL SCREEN ;

PER USCIRE PREMERE INVECE IL TASTO ESC, IN ALTO A SINISTRA SULLA TASTIERA)

VI PROPONIAMO UNA LETTURA RILASSANTE E PIACEVOLE PER LE FESTE PASQUALI,

BUON DIVERTIMENTO!

sabato 28 marzo 2009

Stiamo lavorando al nostro nuovo libro

PRESTO SARA' PRONTA LA PRIMA PARTE RELATIVA ALLE FIABE, SECONDO NOI...
QUESTA E' SOLO UNA BOZZA.



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venerdì 20 marzo 2009

Racconto di primavera



Racconto - Eugenia Camillucci
Sole di Marzo
L'albero, che ha perduto nell'inverno tutte le sue foglie, sentel a carezza del primo sole di marzo.Svegliati, dunque! - gli dice il sole - e mettiti al lavoro.Che cosa aspetti ancora? La buona terra è pronta a darti i suoi ricchi umori. lo ho tiepidi raggi. L'aria ti sussurra intorno una dolce canzone...L'albero ode le care voci e chiama dal suo cuore i teneri germogli -


Ecco, ecco: si gonfiano le gemme, spuntano ai rami;stanno già per aprirsi le tenere foglie...Piano! - mormora l'albero alle sue creaturine delicate non abbiate fretta.Ma con questo sole... dicono le gemme.Non bisogna fidarsi. Tenete le vostre foglioline nella fascia grossa e gommosa che lo avvolge. È ancora presto per sbocciare.Fremono, le foglioline, al richiamo del sole.Ma intanto il cielo si vela di nebbia.E l'aria subito ridiventa fresca. Nella notte la brina si posa sui germogli delicati.


Aveva ragione la brava pianta previdente.La nebbia uccide le tenere foglioline.Restano vive e robuste le gemme che hanno obbedito, che hanno avuto pazienza e hanno tenuto le fogliette al riparo della fascia gommosa.C'è ancora qualcun altro che vorrebbe fidarsi troppo del primo raggio di sole di marzo!Oh mamma, questo cappottino pesa! Lo lascio a casa,si cammina meglio, senza!Metti il cappottino, bambino mio.Oh mamma, questa maglietta mi fa tanto caldo!Sopporta il caldo, bambino mio.Oggi mi tolgo le calze, mamma. Si sta bene con le gambe nude.Tieni le calze, bimba È presto: è troppo presto per scoprirsi.Marzo è capriccioso e noi dobbiamo aver giudizio. Meglio sopportare un po' di caldo che buscarsi un malanno.I bambini impazienti non dànno retta.E poi: ecc!! ecc!! ecc!!

martedì 17 marzo 2009

SAINT PATRICK'S DAY -SAN PATRIZIO

VEDI ANCHE:http://storiadiunlustro.blogspot.com/2009/03/la-leggenda-di-san-patrizio.html
OGGI OLTRE A FESTEGGIARE CON LA PARATA,SI ADDOBBA LA CASA RIGOROSAMENTE DI VERDE e si costruisce il calderone colmo d’oro: la tradizione, infatti, vuole che in questo giorno per diventare davvero fortunati (e ricchi) si debba catturare un folletto (Leprechaun) che, come tutti i folletti, possiede il suo pentolone pieno d’oro, nascosto chissà dove alla fine dell’arcobaleno. Ecco perchè l’arcobaleno, il calderone e l’oro sono diventati anch’essi, insieme ai trifogli, i simboli di questa festa.
fonte :homemademamma


FONTE:http://www.webalice.it/alicecastle/calendario-primavera.htm
17 MARZO: SAN PATRIZIO

Nominato Santo patrono dell’Irlanda perché è stato il primo evangelizzatore di una terra quasi interamente pagana (V sec d.C.)
Il giorno di San Patrizio è una gran festa (con canti, maschere, parate e processioni) in Irlanda ed anche in molti altri paesi dove le comunità irlandesi sono più radicate ma rimaste sempre molto attaccate alle tradizioni culturali e religiose della terra d’origine.

Festival a Dublino (il sito ufficiale)
Attorno alla figura di San Patrizio sono sorte famose leggende, per esempio sull'isola d'Irlanda non ci sarebbero serpenti perchè fu lui a cacciarli in mare oppure il pozzo di San Patrizio, così chiamato perchè si dice custodisse un pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio.


Glitter Grafici


Il trifoglio, poi, divenne simbolo nazionale dopo che Patrizio lo prese ad emblema della Trinità in una sua predica.

Anche in Italia è una festa celebrata con musica e danze, per i celtisti, gli amanti dell’Irlanda e della buona birra.
La benedizione di San Patrizio al Viaggiatore
«Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano »

«May the road rise to meet you, may the wind be always at your back, may the sun shine warm upon your face, and the rains fall soft upon your fields and, until we meet again, may God hold you in the palm of His hand.»

lunedì 16 marzo 2009

La LEGGENDA del CIOCCOLATO



FONTE :http://www2.eurochocolate.com/cioccolato/std/storia/origini.html
Storia o leggenda?
Come per tutte le piante di elevato significato sociale e simbolico, anche il cacao vantava origine divina. Molti secoli or sono, una principessa, lasciata a guardia delle ricchezze dello sposo, un grande guerriero partito a difendere i confini dell'impero, venne assalita dai nemici che, invano, tentarono di costringerla a rivelare l’ubicazione del tesoro.Per vendetta venne uccisa e, dal sangue versato dalla fedele sposa, nacque la pianta del cacao, il cui frutto nasconde un tesoro di semi, “…amari come le sofferenze dell'amore, forti come la virtù, lievemente arrossati come il sangue”. Con questi frutti, il marito Topiltzin Quetzalcoàtl (“Serpente Piumato”) volle riconoscere ed esaltare la fedeltà pagata con la morte, dell’amatissima moglie. La stessa fedeltà che, nell'immenso impero azteco, legava i sudditi all'imperatore.Il vedovo Quetzalcoatl, ammalato e sofferente per la terribile perdita,un giorno bevve una pozione magica offertagli da uno stregone che invece di guarirlo LO portò a smarrire completamente il senno.Si narra che il povero re fuggì verso il mare, dove trovò una zattera di serpenti aggrovigliati e si allontanò scomparendo misteriosamente.Ma prima di abbandonare quel mondo, Quetzalcoàtl promise che avrebbe fatto ritorno per riprendersi il suo regno, nell’anno posto sotto il segno del Ce-acatl.Il seme dell’albero di cacao fu chiamato, in suo onore, dapprima cacahualt e poi chocolatl, anticipatore della parola con cui oggi e conosciuto e apprezzato in più di trecento lingue del mondo.

venerdì 13 marzo 2009

La LEGGENDA DI SAN PATRIZIO




San Patrizio è il santo patrono d'Irlanda e viene festeggiato nella sua patria, e ovunque ci sia una comunità irlandese,il 17 Marzo.Su di lui tanto è stato scritto e tanto è stato detto,ma mai si è arrivati a una soluzione definitiva su quella che è stata realmente la sua vita. A partire dalla data della nascita sino ad arrivare a quella della morte, passando per le sue sfortunate vicende, nulla è dato per certo. Questo ha portato alla nascita di numerose leggende.

Anzitutto,Da dove veniva S. Patrizio? Non deve ingannare il nome romano di Patrizio, né tanto meno il suo patronato d'Irlanda.Patrizio, in realtà, non era irlandese ma scozzese. Non si sa con certezza da dove provenisse: egli stesso, nelle sue Confessioni, scrive che suo padre possedeva una terra vicino a un paese oggi sconosciuto, che aveva un nome metà indigeno, Bannhaven, e metà latino, Taberniae. Il luogo più probabile è stato comunque identificato in Kilpatrick e la data di nascita è da considerarsi tra il 385 e il 392 d.C. Furono dei pirati a tresferire Patrizio in Irlanda: a 16 anni il piccolo (allora chiamato Maewyn Succat) fu rapito dagli uomini del re irlandese e venduto come schiavo a Muirchu, re della contea Antrim. Li' per sei anni lavorò come pastore in cattività . Dopo aver appreso la lingua gaelica e le pratiche dei druidi, un giorno dopo 6 anni di cattività e 2 tentativi falliti, ribellandosi al proprio padrone, Patrizio scappò e, percorrendo a piedi circa 184 miglia, si imbarcò clandestinamente su di una nave diretta in Inghilterra. Una leggenda narra che aveva precedentemente avuto la visione di una nave che lo aspettava. In quei sei anni, Patrizio annota nelle sue Confessioni di essersi trasformato in un ragazzo molto credente, che pregava giorno e notte. Secondo i suoi stessi racconti, Patrizio fece un altro importante sogno, in cui una Voce lo richiamava a cristianizzare l'Irlanda. Per tale ragione si recò in Francia, presso il monastero di Auxerre e si preparò al sacerdozio, viaggiando e soggiornando in diversi monasteri. Papa Celestino lo battezzò finalmente come San Patrizio (dalle parole latine pater civium, ovvero padre del suo popolo), e nel 432 gli affidò la missione di estirpare dall'Irlanda il paganesimo e convertire l'intera nazione alla cultura cattolica,riprendendo la missione abbandonata da un precedente vescovo, Palladius. Fu così che Patrizio tornò in Irlanda, l'isola nella quale era stato schiavo e dove ora tornava vescovo, allora abitata dai Celti Scoti, pagani alti e biondi dediti a pesca e pastorizia.Qui' San Patrizio fu spesso minacciato di morte, catturato e condannato, ma riuscì comunque a portare avanti la sua missione in nome di Dio,con sorprendentesuccesso. Il santo percorse l'intera Irlanda, predicando e insegnando nella lingua locale, fondando abbazie e monasteri, soccorrendo i bisognosi e operando miracoli. Trattò con i Druidi per affiancare una simbologia cristiana alla festa celtica di Beltaine (1° maggio) che celebrava il ritorno dell'estate. Di qui il simbolo del sole aggiunto sulle croci celtiche. La sua opera fu così grandiosa che oltre sessanta chiese furono costruite in suo onore, la più importante delle quali si trova a Dublino ( St. Patrick's Cathedral ) e divenne ben presto un eroe nazionale, oltre che patrono d'Irlanda. Nel giro di tre decenni, San Patrizio aveva portato a termine la sua missione: la quasi totalità dei Celti Scoti, compreso il loro intrattabile re Laoghaire, si era convertita. E la sua eredità sopravvisse: entro la fine del V secolo, infatti, l'Irlanda era una nazione cristiana!

Molti i dubbi anche sulla morte di San Patrizio. Secondo una leggenda il santo visse più di 120 anni. La maggior parte degli storici, tuttavia, segna la sua morte il17 marzo 461 a Saul, Co. Down, in una chiesa donatagli da Dichu, capitano locale che fu da lui convertito. Il suo corpo, conteso da varie città, fu affidato a una coppia di buoi che, senza guida, lo depose a Down, nell'Irlanda del Nord, che da allora cambiò il nome in Downpatrick, e dove un'immensa statua dell'Apostolo veglia sull'Irlanda.
(Notizie tratte dal sito"irlandando")

giovedì 12 marzo 2009

La LEGGENDA della “Primula”

fonte: http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/homepasqua/homepasqua.htm
Quell' anno la Primavera sembrava non dover più arrivare; gli animali del bosco la attendevano con impazienza;l'Inverno era stato molto freddo e tutti, dalla lepre, allo scoiattolo, agli uccelli non vedevano l'ora che se ne andasse,
lasciando il posto al primo tiepido sole che potesse scaldar loro le pellicce e le piume. Ma l'Inverno, ormai vecchio e un po' sordo, non voleva proprio levare il disturbo, tanto che tutti gli animali iniziarono a dirgli: "Insomma, vuoi andartene si o no ?"
"Non è ora che lasci arrivare la Primavera?".Insomma, tanto fecero e tanto dissero che l'Inverno si arrabbiò davvero e disse tra se e se :
"Ah si eh ? volete mandarmi via... ma io ve la farò pagare";
chiamò i suoi due fidi alleati, il gelo e la tempesta e disse loro : "Nascondetevi dietro quel cespuglio e quando vedrete arrivare la Primavera spingetela in quella grotta; io penserò al resto".Quando la Primavera, puntuale come ogni anno, fece capolino al limitare del bosco, la tempesta saltò fuori dal cespuglio dietro il quale era nascosta e soffiando un vento gelido la spinse fin verso la grotta dove il gelo costruì una barriera di ghiaccio per non lasciarla uscire.
La lepre aveva assistito a tutta la scena e corse subito dagli altri animali del bosco per chiedere che cosa fare; ma nessuno sapeva come liberare la Primavera rinchiusa nella grotta.

"Andiamo a chiedere consiglio al Sole " disse il pettirosso, che sapeva che il Sole era amico della Primavera. "E' una brutta situazione " - disse il Sole - "ma io so come aiutarvi"; accompagnato da un corteo di candide nuvolette si avvicinò ad un ruscello vicino alla grotta e, al suo passaggio spuntarono dei piccoli fiori, le primule."Prendete una di queste primule" - disse il Sole - "e andate subito alla grotta; sono fiori magici, ed il ghiaccio si scioglierà".La lepre, senza farselo dire due volte, strappò una primula con i suoi denti aguzzi e corse alla grotta, dove i tre compari si erano addormentati dopo aver festeggiato la cattura della Primavera, e, come aveva detto il Sole, il ghiaccio si sciolse, lasciandola finalmente uscire. L'Inverno si svegliò al rumore della gran festa che stavano facendo gli animali del bosco e, accompagnato dalle risate e dagli scherzi, dovette scappare con il Gelo e la Tempesta, su al Polo Nord. E da quel anno, il 21 di marzo, la comparsa della prima primula apre la porta alla Primavera !

La LEGGENDA della “Pratolina”



In primavera i prati si coprono spontaneamente di migliaia di margheritine. Forse non tutti sanno che tale fiore, detto anche “Pratolina” e così comune alle nostre latitudini, ha una storia molto antica. Il suo nome scientifico e’ “Bellis” e deriva da una leggenda. Bellis era la figlia del dio Belus. Un giorno, mentre danzava con il suo fidanzato, attirò l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza. Il dio tentò di strapparla al fidanzato, quest’ultimo reagì con violenza e la poveretta, per salvarsi da entrambi si trasformò in una margheritina.La Pratolina fu molto amata nei tempi antichi. Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I sposò Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite. Luigi IX di Francia amava tanto questo fiore e si era fatto fare un anello a forma di margherita. Margherita d’Angiò, moglie di Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare margheritine sulle vesti dei cortigiani: aperte indicavano la vita, chiuse, la purezza.In inglese la Margherita si chiama “Daisy” e deriva dall’espressione “Day’s eye”, occhio del giorno.