Andrea era il fratello maggiore di san Pietro. Quasi sicuramente il suo nome (derivante dal vocabolo greco ανδρεία, "virilità, valore"), come altri nomi tramandati in greco, non era il nome originario di questo apostolo in quanto, nella tradizione ebraica o giudaica, il nome Andrea compare solo a partire dal II-III secolo.
Un ricordo dei nostri cinque anni nella scuola primaria corredato di fatti rilevanti, curiosi, divertenti , storici, ...del mondo. IL BLOG DIDATTICO DI MAESTRA MARINA
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martedì 30 novembre 2010
Sant'Andrea
Andrea era il fratello maggiore di san Pietro. Quasi sicuramente il suo nome (derivante dal vocabolo greco ανδρεία, "virilità, valore"), come altri nomi tramandati in greco, non era il nome originario di questo apostolo in quanto, nella tradizione ebraica o giudaica, il nome Andrea compare solo a partire dal II-III secolo.
giovedì 25 novembre 2010
sabato 13 novembre 2010
Vincent Van Gogh
Vi propongo due filmati per provare a rimanere indifferenti davanti alla copiosa produzione artistica dell'artista (900 dipinti e 1000 disegni): entrambi i filmati hanno in sottofondo la canzone "Vincent" di Don Mc Lean, con i sottotitoli in italiano e in inglese.
domenica 7 marzo 2010
Chi ha inventato il telefono? Un Italiano.
Bell che parla al telefonoAll'Università di Boston egli continuò le sue ricerche negli stessi campi e si sforzò di produrre un telefono che fosse in grado di trasmettere non solo note ma parole articolate.
Alexander Graham Bell (Edimburgo, 3 marzo 1847 – Baddeck, 2 agosto 1922) è stato un inventore e scienziato scozzese.
Bell è stato a lungo tempo considerato come l'inventore del telefono, anche se questo argomento è stato discusso ampiamente, con molte autorità che affermano che fu Antonio Meucci il vero inventore (infatti nel giugno 2002 il parlamento statunitense approvò un documento che attribuiva ufficialmente a Meucci i meriti per l'invenzione del telefono). Altri, poi, sostengono che il merito fu di Elisha Gray, il fondatore della Western Electric Manufacturing Company. Oltre al suo contributo nella tecnologia delle telecomunicazioni, apportò notevoli contributi nella tecnologia dell'aviazione e degli idroscafi.
Con i finanziamenti dal suo suocero americano,Bell il 17 marzo 1876 depositò il brevetto numero 174,465 per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce od altri suoni telegraficamente ... per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l'emissione della voce e dei suoni nell'aria", il telefono. Meucci invece non aveva abbastanza soldi per brevettare il telettrofono (come lo aveva chiamato), riuscì nel 1871 ad ottenere solo un brevetto temporaneo che andava rinnovato di anno in anno al prezzo di 10 dollari. Riuscirà a rinnovarlo solo fino al 1873.
Bell è accreditato anche dell'invenzione del metal detector (1881). L'apparecchio fu messo a punto urgentemente nel tentativo di trovare il proiettile nel corpo del presidente degli Stati Uniti James Garfield. Il metal detector funzionò, ma fu ingannato dalle parti metalliche del letto su cui era adagiato il corpo del presidente. Bell descrisse i suoi esperimenti in uno scritto preparato per la American Association for the Advancement of Science nell'agosto del 1882. Anche con l'insuccesso iniziale, questo apparecchio si è dimostrato molto utile per innumerevoli applicazioni.
fonte wikipedia.it
sabato 10 ottobre 2009
GIUSEPPE VERDI
Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) è stato un compositore italiano, autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo.
Nel 1839 riuscì finalmente, dopo quattro anni di lavoro, a far rappresentare la sua prima opera alla Scala: era l'Obert, Conte di San Bonifacio, su libretto originale di Antonio Piazza, largamente rivisto e riadattato da Temistocle Solera. L' Oberto era un lavoro di stampo donizettiano, ma alcune sue peculiarità drammatiche piacquero al pubblico tanto che l'opera ebbe un buon successo e 14 repliche.Visto l'esito dell'Oberto, l'impresario della Scala Bartolomeo Merelli gli commissionò la commedia Un giorno di regno, andata in scena con esito disastroso. L'insuccesso dell'opera fu dovuto, con ogni probabilità, al dolore per la morte della moglie e dei figli, che aveva gettato il musicista nel più profondo sconforto, e per ironia della sorte l'opera scritta da Verdi doveva essere comica.
Fu ancora Merelli a convincerlo a non abbandonare la lirica, consegnandogli personalmente un libretto di soggetto biblico, il Nabucco, scritto da Temistocle Solera, che Verdi accettò di musicare. L'opera andò in scena il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala e il successo fu questa volta trionfale. Venne replicata ben 64 volte solo nel suo primo anno di esecuzione.
Nabucco segnò l'inizio di una folgorante carriera. Per quasi dieci anni Verdi scrisse mediamente un'opera all'anno, Da I Lombardi alla prima crociata a La battaglia di Legnano, passando per I due Foscari, Giovanna d'Arco, Alzira, Attila, Il corsaro, I masnadieri, Ernani e Macbeth.
Con Rigoletto (Venezia, 1851), Verdi si sarebbe tuttavia imposto come il massimo operista italiano del suo tempo. Rigoletto fu seguito da altri due capolavori assoluti, Il trovatore e La traviata, che formano con esso la cosiddetta "trilogia popolare".
Non fù felice la prima del Simon Boccanegra , ma l'apprezzamento arrivò più tardi col rifacimento dell'opera ,rappresentata con grande successo al Teatro alla Scala di Milano nel 1881. Seguirono a distanza di alcuni anni due opere memorabili: Otello e Falstaff, entrambi frutto delle fatiche letterarie di Boito, che si occupò della stesura dei rispettivi libretti, e di Verdi che ne compose la musica.
tratto da wikipedia
venerdì 2 ottobre 2009
SPECIALE 2 OTTOBRE

1-LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NON -VIOLENZA
2-LA GIORNATA DEI NONNI.
I DUE TEMI SONO TANTO TOCCANTI QUANTO DISARMANTI: NESSUNO PUO' RIMANERE IMPASSIBILE , MA , ALLO STESSO TEMPO , NEANCHE UN FIUME DI PAROLE NE RENDEREBBE PALESE L'IMPORTANZA.
QUESTO E' QUANTO MI SENTO DI COMUNICARE OGGI E, PER OFFRIRE LA MIA GOCCIA DI CONTRIBUTO , INSERISCO UN PENSIERO DEL FONDATORE DELLA NON- VIOLENZA ,Mahatma Gandhi,E UNA POESIA IN ONORE DEI NONNI.
« Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo »
(Mahatma Gandhi)
Bruno Tognolini- NONNI
Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie più lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno.
sabato 5 settembre 2009
Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace 1979
Fondatrice delle Missionarie della Carità
Nascita Skopje, 26 agosto 1910
Morte Calcutta, 5 settembre 1997
Madre Teresa di Calcutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu OM (pron. IPA: /agnɛs gɔnˈʤa bɔˈjadʒju/; Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese di fede cattolica, fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.
Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.
"Tutto quello che si può fare è solo come una goccia d'acqua in un oceano. Ma rifiutando di mettere la mia goccia, l'oceano avrà una goccia in meno. Lo stesso vale per te, basta cominciare... Alla fine della vita non saremo giudicati per le grandi opere che saremo riusciti a realizzare, ma saremo giudicati sull'amore."
Madre Teresa di Calcutta
mercoledì 13 maggio 2009
MADONNA DI FATIMA
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Madonna così come viene descritta dai veggentiNostra Signora di Fátima (in portoghese: Nossa Senhora de Fátima) è uno degli appellativi con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù. Delle apparizioni mariane, quelle relative alla Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il racconto tre piccoli pastori, i fratelli Francisco Marto e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, dal suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario: la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre.
Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare, la fine della prima guerra mondiale a breve ma il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti, la minaccia comunista proveniente dalla Russia debellabile solo a seguito d'una Consacrazione della nazione stessa al Cuore Immacolato di Maria per opera del Papa e di tutti i Vescovi riuniti. A conferma della parola data ai tre dalla Madonna riguardo l'evento prodigioso, il 13 ottobre 1917, molte migliaia di persone credenti e non credenti riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti, anche a distanza di molti chilometri, raccontarono che mentre pioveva ed una spessa nube ricopriva il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e, diradandosi le nubi, si aprì il cielo. Il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sé stesso, divenendo multicolore fino ad ingrandirsi, come se stesse precipitando sulla terra.
I due fratelli Francesco e Giacinta morirono qualche anno dopo a causa d'un'epidemia di spagnola che in quegli anni decimò la popolazione del Portogallo. Lucia invece divenne suora carmelitana e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima così come lei stessa disse averli visti. Nel 1930 la Chiesa cattolica, proclamò il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizzò il culto. Il santuario è stato visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967 e in seguito da papa Giovanni Paolo II, pontefice molto legato agli avvenimenti di Fatima, che parecchie volte si recò in pellegrinaggio al santuario.
giovedì 30 aprile 2009
SERGIO LEONE
« Il cinema dev'essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. »
(Sergio Leone)

Sergio Leone sul set di C'era una volta in America
Sergio Leone (Roma 3 gennaio 1929 – Roma, 30 aprile 1989) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. È stato uno dei più importanti registi della storia del cinema, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western.
Leone è considerato uno dei più importanti registi della storia del cinema, nonostante abbia diretto pochi film nella sua carriera: la sua regia innovativa, ricca di originalità e stile, ha fatto scuola ed ha contribuito alla rinascita del western negli anni sessanta, grazie a film come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo (che formano la cosiddetta trilogia del dollaro), C'era una volta il West e Giù la testa, ai quali si affianca C'era una volta in America, un gangster-movie, che vanno a formare la cosiddetta "trilogia del tempo".
Lo stesso, ha fatto, undici anni dopo, nel 2003, Quentin Tarantino, nei titoli di Kill Bill vol. 2 , grande amante del cinema italiano e di Leone, il quale, secondo un aneddoto raccontato dallo stesso regista, sul set de Le Iene (Reservoir Dogs), del 1992, agli inizi della propria carriera, non conoscendo ancora tutti i termini tecnici cinematografici fosse solito chiedere ai propri cameraman "give me a Leone", ovvero "datemi un Leone", per avere uno di quei suggestivi primissimi piani sui dettagli marchi di fabbrica del geniale regista romano.
Stanley Kubrick dichiarò che se non avesse visto i film di Sergio Leone non avrebbe mai potuto realizzare Arancia Meccanica.
mercoledì 22 aprile 2009
HAPPY BIRTHDAY!
SONO MOLTO CONTENTA PER I LAVORI SVOLTI OGGI PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA, ANCHE SE ,A CAUSA DEL COMPLEANNO DI LAURA E DI MAESTRA DIANA ,HO MANGIATO TROPPI DOLCI : AUGURI AD ENTRAMBE!
LO SAPEVATE CHE ANCHE RITA LEVI MONTALCINI (NATA A Torino, 22 aprile 1909 , LA QUALE è una scienziata e senatrice italiana. È stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986 .) COMPIE CENTO ANNI PROPRIO OGGI?
AUGURI ANCHE ALLA STIMATA SCIENZIATA .
CASPITA ! ANCHE IMMANUEL KANT ( FILOSOFO TEDESCO DELLA RAGION PURA , uno dei più importanti esponenti dell'illuminismo , e anticipatore della filosofia idealistica)
NACQUE LO STESSO GIORNO NEL 1724.
lunedì 20 aprile 2009
Il surrealismo di Joan Mirò
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Joan Miró i Ferrà, (Barcellona, 20 aprile 1893 – Palma di Maiorca, 25 dicembre 1983) è stato un pittore, scultore e ceramista spagnolo, esponente del surrealismo.
Joan Miró cominciò a disegnare dall’età di 8 anni e fu uno dei più radicali teorici del surrealismo, al punto che André Breton, fondatore di questa corrente artistica, lo descrisse come “il più surrealista di noi tutti”. Miró sviluppò uno stile surrealista sempre più marcato; in numerosi scritti e interviste espresse il suo disprezzo per la pittura convenzionale e il desiderio di “ucciderla”, “assassinarla” per giungere a nuovi mezzi di espressione.
Nel 1954 Miró vinse il premio per la grafica alla Biennale di Venezia e nel 1958 il Premio Internazionale Guggenheim. In questi anni fece molti viaggi ed esposizioni negli Stati Uniti.
Nel 1978 si dedicò alla scenografia per uno spettacolo teatrale, nonché alla scultura monumentale. Risale a questo periodo la sua celebre scultura Dona i ocell (Donna e uccello), che si trova nel parco Joan Miró a Barcellona.
Per i riconoscimenti in patria Miró dovette attendere gli anni della vecchiaia e la caduta del franchismo: nel 1978 ricevette la Medalla d'Or de la Generalitat de Catalunya; nel 1979 l'Università di Barcellona gli conferì la laurea honoris causa (l'Università di Harvard aveva già provveduto nel 1968); nel 1980 ricevette la medaglia d’oro delle Belle Arti dal re di Spagna Juan Carlos; nel 1981 fu premiato con la medaglia d'oro di Barcellona.
In età avanzata Miró accelerò il suo lavoro, creando ad esempio centinaia di ceramiche, tra cui il Muro della Luna e il Muro del Sole presso l'edificio dell'UNESCO a Parigi. Si dedicò pure a pitture su vetro per esposizione.
Negli ultimi anni di vita Miró concepì le sue idee più radicali, interessandosi della scultura gassosa e della pittura quadridimensionale.
Joan Miró morì a Maiorca all'età di 90 anni e venne sepolto a Barcellona, nel cimitero di Montjuïc.
ANGELA MERICI
Deriva dal greco anghelos e significa messaggero.
Angela Merici nacque nel 1474 a Desenzano del Garda, in una povera famiglia contadina; rimasta orfana a quindici anni, andò a vivere presso uno zio materno nella vicina Salò e prese l'abito delle terziarie francescane. A circa vent'anni, dopo la morte dello zio, tornò a Desenzano e si dedicò alle opere di carità ed all'educazione cristiana delle fanciulle. Una leggenda narra che, in un caldo pomeriggio d'estate, Angela ebbe la visione della sorella morta che le annunciava che sarebbe diventata la fondatrice di una Compagnia dedita all'educazione religiosa delle giovani ragazze. Un'altra leggenda racconta che, durante un viaggio in Terra Santa, fu colpita da un'improvvisa cecità e potè vedere i luoghi sacri solo con gli occhi dell'anima, ma guarì durante il viaggio di ritorno mentre pregava davanti ad un crocifisso. Dentro di sé ebbe, in questo modo, la consapevolezza della sua missione. Dopo tante riflessioni, nel 1535 fondò la "Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola", nota anche come Congregazione delle Orsoline. Riunì venti vergini che si impegnarono a vivere secondo il Vangelo adoperandosi in opere di misericordia; vennero dette "dimesse" perché non vestivano il nobile abito delle monache. Angela continuò la sua vita in penitenza, mentre aumentava la sua fama di santità. Morì il 27 gennaio del 1540 dopo essere stata superiora del nuovo ordine, la cui Regola fu approvata nel 1544 da papa Paolo III. Le spoglie della santa furono sepolte nella chiesa di Sant'Afra a Brescia , che oggi si chiama Santuario di Sant'Angela. Fu proclamata santa il 24 maggio 1807 da papa Pio VII ed è patrona della città di Desenzano del Garda.
Giovanni Verga

Giovanni Verga
27 gennaio 1922
Catania - Italia
Aveva 82 anni.
(A cura di A. Fleres)
Scrittore.Di famiglia agiata, scrisse il suo primo romanzo, Amore e patria, a soli 17 anni. Più tardi si iscrisse alla facotà di giurisprudenza che però abbandonò ben presto. Erano gli anni in cui Giuseppe Garibaldi organizzava lo sbarco in Sicilia, ed il giovane Verga ne fu talmente attratto che, nel 1861, si arruolò nella Guardia Nazionale di Catania. Contemporaneamente fondò un giornale che chiamò Roma degli Italiani. Dopo qualche anno si trasferì a Firenze (che allora era la capitale) e lì scrisse i suoi primi romanzi di successo ad iniziare da Una peccatrice del 1866. Nel 1872 si trasferì a Milano ove abbracciò la corrente del Verismo e visse un grosso periodo di successo in campo letterario e teatrale (citiamo tra i tanti I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo e Cavalleria rusticana). Nel 1894 si trasferì nuovamente a Catania ove continuò le sue attività di scrittore. Nel 1920, in occasione del suo ottantesimo compleanno fu nominato senatore a vita.
Giuseppe Fortunino Francesco Verdi
27 gennaio: Giuseppe Verdi,

Giuseppe Verdi
(Giuseppe Fortunino Francesco Verdi)
27 gennaio 1901
Milano - Italia
Aveva 88 anni.
(A cura di A. Fleres)
Compositore (opera lirica).Iniziò da bambino a manifestare la passione per la musica, tanto che il cembalaro Cavalletti, nel 1821, riparò gratuitamente il cembalo del giovane Giuseppe proprio perché vide in lui la buona predisposizione ad imparare. L'inizio della sua carriera fu tutt'altro che facile, sfiorò l'abbandono dopo i primi insuccessi ed anche a causa dell'improvvisa morte della moglie e di due figli. Nonostante le sfortune continuò ed iniziò a trionfare con il Nabucco nel 1942. Ricordiamo alcuni tra i capolavori della sua maturità artistica come: 'Rigoletto' del 1851, 'La traviata' del 1853, 'Aida' del 1871, 'Otello' del 1887 e la Messa da Requiem scritta per la morte di Alessandro Manzoni (morto il 22 maggio 1873) che venne eseguita per la prima volta (in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni) nella chiesa di San Marco in Milano, il 22 maggio 1874, con il soprano Teresa Stolz, il tenore Giuseppe Coppini, il mezzosoprano Maria Waldmann e il basso Ormondo Maini, tutti diretti da Giuseppe Verdi in persona.
Wolfgang Amadeus Mozart

27 gennaio: Wolfgang Amadeus Mozart,
(Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart)
27 gennaio 1756
Salisburgo - Austria
(A cura di L. Fleres)
Compositore.Fu uno dei più grandi geni della storia della musica. Iniziò a studiare sotto la guida del padre Leopold, maestro di cappella del principe di Salisburgo e famoso violinista, rivelando subito doti straordinarie. All'età di sei anni dimostrò di essere in grado di comporre e suonare a prima vista brani per clavicembalo e violino. Dal 1762 il padre portò il piccolo Wolfgang e la sorella Maria Anna detta Nannarl, anche lei bambina prodigio, ad esibirsi in vari concerti presso le principali corti d'Europa. Dal 1769 intraprese numerosi viaggi nelle più importanti città italiane, ma nello stesso tempo fu al servizio dell'Arcivescovo di Salisburgo. Nel 1777 partì per Monaco con la madre e fu ospitato dai coniugi Weber della cui figlia Aloysia, giovane soprano, si innamorò. Dopo la morte della madre, avvenuta nell'anno successivo, Wolfgang tornò a Salisburgo dove compose numerose sonate e sinfonie. Nel 1781 decise di stabilirsi a Vienna e di sposare Costanza Weber, sorella minore di Aloysia, da cui ebbe sei figli, quattro dei quali morti prematuramente. L'anno seguente l'imperatore Giuseppe II gli commissionò un'opera e lui compose "Il ratto del serraglio". Nel 1786 compose "Le nozze di Figaro" e nel 1787 il "Don Giovanni". Tali opere ebbero un enorme successo e Mozart divenne compositore di corte a Vienna. Ma dopo un inizio così incoraggiante, le difficoltà non tardarono ad arrivare anche perché la sua musica, spesso troppo difficile per il pubblico viennese, non fu sempre apprezzata. Nel 1790 compose "Così fan tutte" e nel 1791 "Il flauto magico". La sua vita fu un continuo alternarsi di successi ed insuccessi, con problemi economici costanti che lo accompagnarono fino alla prematura scomparsa. Anche se malato, pochi mesi prima di morire iniziò il suo ultimo capolavoro, il "Requiem", che rimase incompiuto e fu ultimato in seguito dal suo allievo Franz Sussmayr. Wolfgang Amadeus Mozart morì a soli trentacinque anni in povertà; al suo funerale furono presenti pochissime persone e fu sepolto in una fossa comune tra l'indifferenza di una città che non seppe apprezzare la sua genialità.
giovedì 16 aprile 2009
GIOVANNI MARIA ANGIOY

Giovanni Maria Angioy (Bono, 21 ottobre 1751 – Parigi, 22 febbraio 1808) è stato un politico sardo, considerato un eroe nazionale della Sardegna.
Angioy guidò infatti i moti rivoluzionari sardi (1794-1796) contro i privilegi feudali. Oltre che politico, fu anche docente universitario, imprenditore e banchiere, Giudice della Reale Udienza (il supremo organo giurisdizionale del regno), rivoluzionario e indipendentista sardo.
Al fine di sedare i disordini, il viceré Filippo Vivalda - il 13 febbraio 1796 - insieme ai rappresentanti degli Stamenti, decisero di inviare nell'isola Giovanni Maria Angioy, allora magistrato della Reale Udienza. A lui venivano dati i poteri di Alternos: ciò poteva esercitare il potere vicereale.
Con poca scorta partì da Cagliari inoltrandosi nel cuore della Sardegna. Durante il viaggio, nei vari paesi che attraversava, venne accolto con manifestazioni di simpatia mentre gli venivano esposti tutti i disagi sociali e i bisogni delle popolazioni.
Apparve a tutti come un liberatore e accese negli animi molte speranze. Si rese conto delle reali condizioni dell'isola, con un'agricoltura arretrata e l'oppressione feudale, con i disagi dei contadini e la profonda miseria dei villaggi.
Ogni paese volle fargli omaggio di una scorta di uomini e quando giunse alle porte di Sassari il suo seguito era imponente. L'accoglienza fu trionfale: accorse tanta folla e anche i canonici della capitale intonarono il "TE Deum". Nel grande affresco che Giuseppe Sciuti dipinse alla fine del XIX secolo nel salone delle assemblee del Palazzo della Provincia, si vede Giovanni Maria Angioy che entra a Sassari da trionfatore. Per la gente non era soltanto l' Alternos cioè un "facente funzione" viceregio; non era soltanto un alto magistrato, ma era il liberatore.
Ridato ordine e tranquillità al Capo di sopra, Giovanni Maria Angioy chiese al viceré il riscatto dei villaggi infeudati, rifiutandosi di procedere alla riscossione dei tributi anche con la forza. Rispose al viceré che non avrebbe mai fatto l'esattore baronale. Si schierò apertamente dalla parte degli oppressi, proclamando la distruzione della feudalità e dichiarando apertamente le sue idee, in opposizione ai reazionari e al viceré.
Il viceré gli revocò la fiducia insieme ai poteri conferiti e si preparò a combatterlo. Sul suo capo venne messa una taglia di 3.000 Lire sarde mentre i soldati del viceré battevano ogni pista per procedere al suo arresto.
Il 2 giugno parte con un esercito antifeudale diretto verso Cagliari; giunge ad Oristano l’8 giugno, ma viene battuto e abbandonato dai suoi.
Si rifugiò dall'amico Obino a Santulussurgiu e attraversando poi la Planargia giunse il 14 giugno a Thiesi e poi a Sassari. La sera del 16 giugno si diresse verso Porto Torres da dove s'imbarcò clandestinamente per Genova. Sperava di recarsi a Torino per ottenere ancora l'abolizione del feudalesimo. Una speranza tradottasi poi in una fuga in Francia ,dove morì assistito dalla vedova Dupont.
fonte wikipedia
martedì 14 aprile 2009
LA TENDA ROSSA
IL FILM ISPIRATO ALLA VICENDAIl generale Nobile durante il viaggio verso il Polo Nord nell'aprile 1928, mentre aveva compiuto quasi tutto il tragitto e mentre spiccavano già all'orizzonte le montagne delle isole Svalbard, con l'Italia finì con uno schianto sul ghiaccio durante una violenta tempesta. Dieci uomini (Nobile, Zappi, Mariano, Viglieri, Biagi, Behounek, Malmgren, Cecioni, Trojani, Pomella morto nell'impatto e la cagnetta del Generale, Titina) vennero sbalzati dall'urto sul ghiaccio mentre il dirigibile riprendeva quota portando con sé gli altri membri dell'equipaggio destinati a scomparire per sempre (Pontremoli, Arduino, Ciocca, Lago, Alessandrini e Caratti). I superstiti, fortunatamente, si trovarono circondati di materiali caduti con l'impatto o gettati eroicamente da Arduino dall'aeronave tra i quali cibo, una radio e la famosa Tenda Rossa (in realtà di color argento, colorata di rosso con dell'anilina, sostanza usata per le rilevazioni altimetriche ,
Dall'incidente scaturì la prima spedizione internazionale di soccorso polare e un mese dopo Nobile venne portato in salvo con un piccolo aereo svedese comandato dal tenente svedese Lundborg. Nobile non voleva essere salvato per primo poiché Cecioni aveva una gamba fratturata ma il pilota svedese su precisi ordini fu irremovibile nell'ordinare al generale di essere salvato per primo. Quando il pilota ritornò a prendere gli altri, precipitò egli stesso rimanendo a sua volta imprigionato tra i ghiacci. In totale perirono sette persone dell'equipaggio dell'Italia; lo stesso Amundsen morì, scomparendo per sempre, mentre volava su quelle gelide isole per prendere parte alle ricerche dei dispersi.Mentre tutte le forze internazionali di soccorso si erano mobilitate per salvare i superstiti, la sola nazione che rimase inerte fu proprio l'Italia. La nave appoggio Città di Milano comandata dal capitano Romagna rimase alla fonda nella Baia del Re su precisi ordini di Roma. Una volta che Nobile vi salì a bordo vi rimase da prigioniero, impossibilitato a fornire utili indicazioni per il salvataggio mentre la stampa su pressione del movimento fascista lo tacciava di vigliaccheria . Solo il 12 luglio 1928 il rompighiaccio russo Krasin raggiunse i superstiti e li trasse in salvo.
Nobile fu accusato di aver abbandonato i suoi uomini e fu costretto a dimettersi da tutte le cariche, solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale il giudizio della commissione d'inchiesta fu sovvertito e Nobile venne riabilitato e promosso al grado di generale.
UMBERTO NOBILE E I DIRIGIBILI
Umberto Nobile (Lauro, 21 gennaio 1885 – Roma, 30 luglio 1978) è stato un ingegnere ed esploratore italiano.
Fu docente di Costruzioni Aeronautiche dell'Università degli Studi di Napoli(oggi Università Federico II di Napoli) per oltre trent'anni, nonché direttore dello Stabilimento militare di Costruzioni Aeronautiche di Roma dal 1919 al 1928 e generale del Corpo del Genio Aeronautico ruolo Ingegneri dell'Aeronautica Militare. Nobile è stato uno dei pionieri e delle personalità più elevate della storia dell'aeronautica italiana; divenne famoso al grande pubblico per aver pilotato l'aeroplano che eseguì il primo avvistamento del Polo Nord e, soprattutto, per le sue due trasvolate in dirigibile del Polo.
La prima spedizione

Umberto Nobile e la cagnetta Titina, 1926
Il 10 maggio 1926, assieme all'esploratore norvegese Roald Amundsen al suo sponsor statunitense Lincoln Ellsworth, partì da Ciampino a bordo del dirigibile Norge, N-1 da lui stesso progettato. Volando sopra il Polo atterrarono in Alaska due giorni dopo, compiendo una traversata di oltre 5300 km di volo ininterrotto. Questo viaggio sfociò in una controversia tra Nobile e Amundsen, su a chi andasse il merito e il credito per la spedizione.
La seconda spedizione
Nobile ritornò al Polo Nord come comandante del dirigibile Italia. Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico, ebbe inizio il 15 aprile 1928, da Milano. Alla spedizione partecipò anche, con funzioni di supporto, un gruppo di alpini l comando del capitano Gennaro Sora, che avrebbe poi preso parte alle operazioni di soccorso conseguenti il disastro del dirigibile Italia.
Dopo aver attraversato le Alpi, l'Austria, la Cecoslovacchia, la Germania e la Svezia l'Italia raggiunse Kingsbay, base norvegese nelle isole Svalbard. Dopo aver effettuato un primo viaggio di esplorazione a oriente delle Svalbard l'Italia partì per il Polo Nord il 23 maggio 1928. L'ambito limite geografico fu raggiunto alle 00:24 del 24 maggio 1928; dalla verticale del punto furono lanciate una croce benedetta da Pio XI e una bandiera dell'Italia. Il dirigibile non poté effettuare un atterraggio come previsto a causa delle avverse condizioni climatiche e dopo due ore sopra il polo iniziò il viaggio di ritorno.
mercoledì 8 aprile 2009
GAETANO DONIZETTI
Domenico Gaetano Maria Donizetti
(Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) è stato un compositore italiano, famoso soprattutto come operista.
Scrisse 69 opere, musica sacra e da camera. Le opere di Donizetti oggi normalmente rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor e Don Pasquale. Con frequenza inferiore, sono allestite La Fille du régiment, La Favorite, Maria Stuarda, Anna Bolena, Lucrezia Borgia e Roberto Devereux.
lunedì 6 aprile 2009
GIOVANNI PASCOLI

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro Giosuè Carducci, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l'oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l'uno e l'altra [...] »
(G. Pascoli - da Il fanciullino)
Giovanni Pascoli
Giovanni Placido Agostino Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta italiano, una delle figure maggiori della letteratura italiana di fine Ottocento.
La poesia di Pascoli è caratterizzata da una metrica formale con versi endecasillabi, sonetti e terzine coordinati con grande semplicità. Nonostante la classicità della forma esterna - provata dal gusto per le letture scientifiche, alle quali si ricollegano il tema cosmico e la precisione del lessico botanico e zoologico - Pascoli ha saputo rinnovare la poesia nei suoi contenuti, toccando temi fino ad allora trascurati dai grandi poeti. Grazie alla sua poetica è stato capace di trasmettere il piacere delle cose più semplici, viste con la sensibilità infantile che ogni uomo porta dentro di sé.
Pascoli era un personaggio malinconico, rassegnato alle sofferenze della vita e alle ingiustizie della società. Ciò nonostante, seppe conservare un senso profondo di umanità e di fratellanza. Crollato l'ordine razionale del mondo in cui aveva creduto il positivismo, il poeta, di fronte al dolore e al male che dominano sulla Terra, recupera il valore etico della sofferenza che riscatta gli umili e gli infelici, capaci di perdonare i propri persecutori.
TRE INDIMENTICABILI POESIE DEL POETA PASCOLI:
Canzone di Marzo
Che torbida notte di marzo!
La cavalla storna
Nella Torre il silenzio era già alto.
Oh! Valentino vestito di nuovo,





