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sabato 23 gennaio 2010

Il fuoco di Sant'antonio




Buon sabato ! In Sardegna stasera si sono accesi i fuochi in onore di Sant'Antonio(anche se il giorno festivo ricade in realtà il 17 gennaio) : la popolazione è invitata a degustare le fave col lardo mentre nell'aria ,resa festosa dal suonatore di fisarmonica, si diffondono le scintille purificatrici e ben auguranti. Altre tradizioni , contrastanti, legate all'evento recitano che
1) chi accende il fuoco potrebbe morire entro l'anno, quindi chi lo accende è un temerario!
2) se il fuoco fatica a divampare è di cattivo auspicio;
3) alcuni carboni del fuoco benedetto dal parroco,portati a casa saranno di buon augurio per le famiglie;
$) infine prima dell'accensione del fuoco , il parroco benedice gli animali che vengono portati alla manifestazione.
Occorre ricordare infatti che Sant'Antonio , oltre che portatore del fuoco agli uomini secondo un'antica leggenda, è anche il protettore degli animali.
Credenze e festosità sono condite con un buon bicchiere di vino!!! Felice serata!
Marina

sabato 31 ottobre 2009

Halloween e "Is Animas"



Halloween corrisponde alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti ed è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nelle tradizioni europee( viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all'inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween).


Tracce che si ritrovano in Sardegna( a Pattada si utilizzano zucche incise con una candela all’interno proprio nella notte della festa dei morti.) in riti tipicamente sardi legati a quello delle “Is Animeddas” e del “su mortu mortu”: il primo Novembre, per la celebrazione di tutti i santi è una festa molto divertente per i bambini, detta "is animas", in questa festa i bambini di buon mattino girano per il paese chiedendo dolci casa per casa, gridando in coro "a is animas", ad indicare che quanto verrà offerto andrà in suffragio dell’anima dei defunti. Le persone che non hanno preparato qualcosa da dare ai bambini dicono "perdonai".

domenica 4 ottobre 2009

SAN FRANCESCO D'ASSISI


San Francesco d'Assisi, nato Giovanni di Pietro Bernardone (Assisi, 1181 o 1182 – Assisi, 4 ottobre 1226), è stato un religioso italiano. Fondatore dell'ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). È stato proclamato patrono principale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII, che lo definì: "Il più italiano dei Santi, il più Santo degli Italiani".
Conosciuto anche come "il poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è stata assunta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i due grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002.
Oltre all'opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle creature, è riconosciuto come l'iniziatore della tradizione letteraria italiana.


Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate

FONTE:http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_d%27Assisi
ALTRI DISEGNI DA COLORARE SU http://www.midisegni.it/

martedì 17 marzo 2009

SAINT PATRICK'S DAY -SAN PATRIZIO

VEDI ANCHE:http://storiadiunlustro.blogspot.com/2009/03/la-leggenda-di-san-patrizio.html
OGGI OLTRE A FESTEGGIARE CON LA PARATA,SI ADDOBBA LA CASA RIGOROSAMENTE DI VERDE e si costruisce il calderone colmo d’oro: la tradizione, infatti, vuole che in questo giorno per diventare davvero fortunati (e ricchi) si debba catturare un folletto (Leprechaun) che, come tutti i folletti, possiede il suo pentolone pieno d’oro, nascosto chissà dove alla fine dell’arcobaleno. Ecco perchè l’arcobaleno, il calderone e l’oro sono diventati anch’essi, insieme ai trifogli, i simboli di questa festa.
fonte :homemademamma


FONTE:http://www.webalice.it/alicecastle/calendario-primavera.htm
17 MARZO: SAN PATRIZIO

Nominato Santo patrono dell’Irlanda perché è stato il primo evangelizzatore di una terra quasi interamente pagana (V sec d.C.)
Il giorno di San Patrizio è una gran festa (con canti, maschere, parate e processioni) in Irlanda ed anche in molti altri paesi dove le comunità irlandesi sono più radicate ma rimaste sempre molto attaccate alle tradizioni culturali e religiose della terra d’origine.

Festival a Dublino (il sito ufficiale)
Attorno alla figura di San Patrizio sono sorte famose leggende, per esempio sull'isola d'Irlanda non ci sarebbero serpenti perchè fu lui a cacciarli in mare oppure il pozzo di San Patrizio, così chiamato perchè si dice custodisse un pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio.


Glitter Grafici


Il trifoglio, poi, divenne simbolo nazionale dopo che Patrizio lo prese ad emblema della Trinità in una sua predica.

Anche in Italia è una festa celebrata con musica e danze, per i celtisti, gli amanti dell’Irlanda e della buona birra.
La benedizione di San Patrizio al Viaggiatore
«Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano »

«May the road rise to meet you, may the wind be always at your back, may the sun shine warm upon your face, and the rains fall soft upon your fields and, until we meet again, may God hold you in the palm of His hand.»

sabato 14 marzo 2009

La Pasqua nella storia




fonte:http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/homepasqua/homepasqua.htm




La Pasqua Ebraica
Probabilmente, alle sue origini, la Pasqua era una festa pastorale, praticata dalle popolazioni nomadi del Vicino Oriente, in cui si offrivano le primizie del gregge. Successivamente, in seguito ad una maggiore sedentarietà delle genti semitiche, sarebbe divenuta anche una festa agricola, in cui si offrivano anche le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo. Queste due feste, assunsero un significato nuovo con Mosé, diventando il momentodell'anno in cui il popolo ebraico ricordava la liberazione dall'Egitto. Il fatto storico-religioso, che legò la Pasqua all'uscita dall'Egitto, si trova nel capitolo 12 dell'Esodo. Mosè ordinò al popolo ebraico, prima di abbandonare l'Egitto, che ogni famiglia immolasse un capo di bestiame piccolo ,agnello, pecora o capra,senza difetto, di un anno di età, e che bagnasse col suo sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case. I membri delle famiglie dovevano consumare il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronti per la partenza, che sarebbe avvenuta in quella stessa notte, dopo che l'angelo di Dio fosse passato peruccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando i primogeniti ebrei le cui abitazioni erano segnate col sangue. Gli Egiziani fecero pressione affinché gli Ebrei partissero al più presto,e questi dovettero portare con loro la pasta per il pane non ancora lievitata,ossia il pane azzimo. Così, come Dio vegliò tutta la notte per porre in salvo il suo popolo, questo veglierà nella notte di Pasqua. Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e a modifiche,rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa è tuttora celebrata da tuttigli Ebrei con la massima solennità e per la durata di sette giorni. Fu nel corso di una celebrazione pasquale che Gesù Cristo, secondo la narrazione evangelica, istituì il sacramento dell'eucaristia
La Pasqua Cristiana
La celebrazione della Pasqua, dal latino pascha e dall'ebraico pesah, è la massima festività della liturgia cristiana, nella quale viene rappresentato il mistero della Resurrezione di Gesù Cristo.Nei primissimi tempi del cristianesimo la Resurrezione di Cristo era ricordataogni sette giorni, la domenica. Successivamente, però, la Chiesa cristiana decise di celebrare questo evento solo una volta all'anno, ma diverse correnti religiose si contrapposero nello stabilire quando. Una prima corrente, detta Paolina-Giovannea, voleva celebrare l'evento esattamenteil giorno in cui era avvenuto, in qualunque giorno della settimana fosse caduto,festeggiando lo stesso giorno sia la morte, che la Resurrezione di Gesù. Una seconda corrente, chiamata petrina, invece, propose di celebrarlo la domenicasuccessiva al giorno dell'anniversario. Queste due correnti, entrambe provenienti dalla Chiesa asiatica, si scontraronoinoltre con le consuetudini delle Chiese d'Occidente, che celebravano la Pasquala domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Nacquero così, nel mondo cristiano, gravi controversie, che si risolsero soltanto con il concilio di Nicea, nel 325, in cui si decise, che la Pasqua doveva esserecelebrata da tutta la cristianità nello stesso giorno. Il compito di stabilire, ogni anno, tale giorno fu affidato alla Chiesa di Alessandria, ma successivamente, nel 525, la Pasqua venne fissata fra il 22 marzo e il 25 aprile.Oggi, la data si calcola scientificamente, basandosi sull'equinozio di primavera e la luna piena.Ancora oggi però, la data della Pasqua presso le Chiese ortodosse, solitamente non coincide con quella della Chiesa cattolica, perché le Chiese ortodosseutilizzano un calendario lievemente diverso da quello gregoriano, così spesso la festa è celebrata dopo la data fissata per la cattolicità.La celebrazione della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo è dunque il nucleo della fede cristiana, poiché sancisce, in un certo senso, l'entrata di Dio nella storia. Secondo i fedeli la Pasqua è anche di più. Il fatto che il Signore decise di riportare in vita Gesù, ingiustamente ucciso, per i fedeli significa che Dio approvò le scelte di vita di Cristo. Ossia l'aiuto ai poveri, la solidarietà, la fraternità e l'amore per gli altri,tanto da sacrificare la propria vita per questi ideali.


mercoledì 4 marzo 2009

Disegni da colorare...pasquali: conigli,agnellini.









MARZO :UNA POESIA AL GIORNO,la festa del papà

Trovi altre poesie per il papà al seguente collegamento
http://poesieparolemg.blogspot.com/



Un messaggio per papà!

Sempre teso e preoccupato,
qualche volta un pò arrabbiato,
tempo libero non hai
e non stiamo insieme mai;
poi la sera tu sei stanco,
posso solo starti accanto
e abbracciarti stretto stretto
sul divano o nel tuo letto!
Io con te vorrei giocare
ma tu hai sempre da fare;
dai,su,fermati papà,
lascia tutto e vieni qua!
Senti il tuo telefonino:
chi ti chiama è il tuo bambino,
il messaggio del mio cuore
è:"Tu sei il papà migliore!"

domenica 1 marzo 2009

8 MARZO: Anche quest'anno la solita mimosa?


Le mimose sono il simbolo della festa della donna e non si può cambiare, inoltre le trovo bellissime e profumatissime: proprio ieri durante una passeggiata in campagna ne ho colte un bel mazzo e la mia casa ora è pervasa da questa delicata fragranza.
Eh, si! La PRIMAVERA è nell'aria!

martedì 24 febbraio 2009

Mercoledì delle Ceneri:un giorno per riflettere



«Ricordati uomo che sei polvere e in polvere ritornerai» (Gn 3,19b).
Con la penitenza si vince lo spirito del male. È necessario perciò che in questo giorno si sia temperanti nel cibo, nei pensieri, negli affetti, nelle vanità, ma lavorare nascostamente in silenzio agli occhi degli uomini, così come dice il Signore: «Ritornate a Me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, il vostro Dio, perché Egli è misericordioso e benigno» (Gl 2,12-13).
Nel Vangelo secondo Matteo leggiamo: «Quando dunque fai l’ele-mosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa» (Mt 6,2). Così cerca di fare anche tu quando digiuni e quando preghi.
Dice Gesù: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Mt 6,3).
L’amore è un lavoro segreto tra due anime, oppure tra l’anima e Dio: non è un vento che trasporta i detriti nelle varie piazze della città.
Dire il bene che fai significa elevarti in superbia davanti agli uomini e umiliare l’Amore. Se fai perciò un’offerta a un fratello che ha bisogno, non umiliarlo pubblicandola, perché perderai la ricompensa del re gno di Dio.
Fonte: http://www.sehaisetediluce.it/index.html

La celebrazione delle ceneri nasce come richiamo alla penitenza, attraverso questo rito i fedeli saranno assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.
La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.
1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo
2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore.
Fonte: Enrico Beraudowww.alleluja.net


Dopo i festeggiamenti del carnevale si apre dunque il periodo della Quaresima,della penitenza,peraltro ben sopportata dopo gli eccessi del periodo appena trascorso,che è preludio della Pasqua cristiana.


Anche il nostro fisico necessita di un periodo di depurazione che porterà ad affrontare in modo salutare il RISVEGLIO PRIMAVERLE che è alle porte.

sabato 14 febbraio 2009